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Ho ricordi confusi di quando ero piccolo, gli avvenimenti sono praticamente svaniti, rimane un minestrone surreale di sensazioni ed eventi che mi evoca tristezza, sfiga, emarginazione, angoscia ma per non si sa quale cazzo di ragione anche tanta nostalgia. Non ricordo per niente eventi importanti o tragici come lutti, cerimonie o il primo giorno di scuola, ma ricordo più facilmente i riflessi di quegli avvenimeti nella mia mente. Ad esempio non ricordo la bambina che mi piaceva in prima elementare ma ricordo che mi dava piacere immaginarmi di piangere per la sua morte. Mi ricordo che dovevo portare una benda sull'occhio buono per un ora al giorno per sforzare l'occhio pigro perché ho imputato a questa pratica l'allungamento sproporzionato del mio naso. E a riguardo del mio naso ricordo che mi accorsi di quanto grande era diventato solo dopo che tutti i compagni di scuola presero a chiamarmi "pinocchio", e ricordo di conseguenza lo shock che mi causò il primo gioco di specchi che mosse quel serpeggiante sospetto a spietata certezza. Ricordo che ad un certo punto mi snaturai completamente perdendo quella propensione genetica ad essere un fessacchiotto dolce e gentile a causa delle prepotenze che respiravo ovunque e che mi schiacciavano fino ad annullarmi. Perciò ricordo, alla faccia di ogni precetto pedagogico, di quanto bene mi fece il vandalismo e la delinquenza che sperimentai con un altro piccolo bastardello abituato come me a vivere negli interstizi. E su questa ricerca di un lato oscuro e cattivo mi ricordo che mi piaceva dirmi fascista: mi presentavo a tutti così, con tanto di saluto romano, anche ad adulti, godendo dello sbigottimento di alcuni, dei sorrisi ammiccanti di altri e della reazione divertita della maggior parte delle persone che trovava buffo sentire un bimbetto definirsi fascista così come se avesse detto "io sono uno stronzo". Non mi ricordo però come è svanita sta cosa, so che è avvenuto naturalmente, semplicemente non ero fascista di indole, in quanto troppo debosciato e meno pirla del necessario...ma un bimbetto sensibile e disadattato che si dice fascista ci sta tutto!

Dove eravamo rimasti?
Ah già, da qualche tempo sto uccidendo persone per conto di un organizzazione segreta, probabilmente un ramo deviato del sisde o una cellula terroristica o più facilmente qualche riccone annoiato per cui guardare gente morire in tivù non è più abbastanza per prendere sonno serenamente.
Il tutto è nato dal fatto che sono solito appostarmi negli internet point a scroccare gli ultimi minuti di connessione pagata degli utenti che frettolosamente lasciano la postazione senza disconnettere. La privacy è importante e il fatto che proprio un killer pecchi nel tutelare la propria lascia decisamente interdetti. Dunque questo tizio tarchiatello, scuro, di un età indefinibile tra i trenta e i sessanta e l’aspetto di uno che non ha mai riso in vita sua lascia la sua postazione rapidamente ed esce dal locale, io lo seguo con lo sguardo finché non è fuori e brucio sul tempo il mio avversario, un ex pagante pentito suggestionato da mesi di miei virtuosismi. Mi siedo e mando un sorrisino all’apprendista, deve imparare che non è la sedia che deve tener d’occhio ma il suo rivale che nello specifico è una faina navigata, lui ricambiando sembra dirmi “sei il migliore”. Apro nell’arco di pochi secondi svariate finestre, perchè il tempo è poco e quando scrocchi sprecare sarebbe irrispettoso. Un messaggio di posta in arrivo nell’angolo in basso a destra mi gela, cosa fare? La vita privata del personaggio che ha appena lasciato questo computer non si direbbe interessante, ma ci sono alcuni giochetti da fare con la posta altrui che sono il sale della vita. Dunque eccomi leggere la posta del tarchiato... il messaggio è inequivocabile, nel testo un nome, un indirizzo, in allegato la fotografia di un anziano signore bianchissimo e ben curato, nell’oggetto c’è scritto “da eliminare entro il 22 novembre”. Chiudo tutto, disconnetto e mi alzo anzi tempo. L’apprendista ancora appostato in un angolo mi guarda mortificato, si aspettava almeno gli avanzi forse.
A casa passeggio su e giù per il corridoio, sono turbato, mi chiedo se qualcuno può avermi visto, se non corra dei rischi insomma. Forse il killer mi ha visto, se fa quel mestiere sarà abituato e ricordarsi facce... Però che pirla lasciare l’account aperto, probabilmente c’ ha sessant’anni e non ha dimestichezza con la tecnologia.... Ma con le facce magari è bravissimo... o forse ne ha trenta ed è un killer spavaldo che non gli frega un cazzo di niente. Tanto che problemi ti fai, quando sai uccidere tutto si aggiusta.
Sono in un turbine di ansia e la paranoia decolla. Non agire non è contemplabile quando l’ansia ti divora, ma che fare? Trovo pace con l’unica soluzione sensata che mi viene in mente: seguire quanto scritto nella mail. Se lo vogliono morto un motivo c’è e questo motivo, alimentato dalla mia angoscia, diventa potenzialmente la salvezza di un pianeta chiamato terra. Ammazzerò il vecchiaccio per permettere ai bambini della terra di sorridere ancora. Già lo odio quel bastardo!
Il venti novembre con due giorni di anticipo concludo la mia parabola eroica, un lavoro pulito e senza rischi: un appostamento costato un mese di ferie, uno studio accurato delle abitudini alimentari dell’obbiettivo, e la sostituzione dal suo carrello della spesa di una vaschetta di funghi champignon con una contenente un paio di amanite falloidi opportunamente sformate con un taglierino. Giusto un po’ di dispiacere per la moglie e il cognato che non c'entravano nulla.
Alcuni giorni dopo cammino per la strada sotto la pioggia. Le gocce che rimbalzano sulla mia testa come palline di colpo smettono, un ombrello da dietro mi copre, è il tarchiato e sorride, sembra la prima volta in vita sua che lo fa il ché mi fa pensare che non morirò. Infatti mi fa i complimenti: “bravo mi sei piaciuto, sei un creativo, andiamo a berci una cosa”. Beviamo in silenzio poi mi passa una busta con dei soldi, sono tanti…ma pochi per avere salvato il mondo. Di colpo la lucidità: sono un assassino! Non è bello… mai. “C’è un'altra fotografia dentro” mi dice, “ora vai, la guardi altrove”… Esco dal locale, solo, più triste che mai, gli vomito nell’ombrello e vado a casa.









Lo sai perchè non riesco più a postare come un tempo, accetto le critiche ma devi capirmi. Questa era la mia finestra su piazza San Pietro. Potevo affacciarmi e dire tutte le nefandezze che mi passavano per la testa e immaginarmi una folla di fedeli in estasi. Rutti, bestemmie, cinismo molesto, inculare cani, pisciare sulle vecchie, droga di tutti i tipi con sballi mai provati, fantasticare su tutte le cose che diano gusto all mortalità. E il bello era che non sapendo a chi finissero le mie perle di sconcezza potevo illudermi che il mio blog fosse frequentato da un'utenza d'elite: Gheddafi, Keith Richards, Lina Sotis, Angela Merkel, Shirley Temple, Marchinkus, Enrico Ruggeri, la Famiglia Benetton, l'avvocato Taormina...eran tutti qua a farmi compagnia, a sghignazzare, a masturbarsi tra le righe dei miei post. Certi momenti è stato veramente bello....stava quasi diventando una religione. Poi ho scoperto che la finestra su questa San Pietro del vizio si affacciava in realtà entro le quattro mura di casa. La casa dei miei!!!! Ho parlato di pippe pompini puppe trip cocaina eroina orge coprofagiche affacciato sul tinello di casa con mamma, zio, babbo, e parroco. Ma il vero problema è che ora non riesco più a farlo!
Vi mando un vecchio fumetto
non mi ricordo quando l'ho scritto, sicuro tantissimo tempo fa
qualche giorno fa mi è tornato in mente, chissà perchè...
ne bello ne particolarmente divertente (tranne che per me)
e in più non si legge quasi niente
ma devo riprendere a postare senza troppo ritegno
perchè vorrei riprendermi questo spazio
ho bisogno di non pensare alla reazione di chi legge
voglio sentirmi parte del popolo della libertà
libero di cacarmi sui piedi


Non c'è una cosa giusta da fare
Ma c'è quello che farebbe Ciro
quello che farebbe Ciro è la cosa giusta da fare
soprattutto Ciro fa la cosa giusta quando è il momento giusto per farla
proprio in gamba Ciro...
Non si può battere Ciro in alcun terreno
anche in quella cosa che tu sai fare da tempo e lui non ha mai fatto
puoi risultare migliore al primo confronto ma poi la giostra è sua…
giusto il tempo di osservarti un po'
Ciro sbaglia solo se non si può fare altro
Aver passato tanto tempo con Ciro è un vantaggio enorme...
quando non sai cosa fare basta pensare alla sua figura e al suo tono di voce
e affiora tra i tuoi pensieri quel ragionamento che ti porta a fare la cosa giusta
E’ una fortuna averlo come amico...
Ma Ciro ha paura dei cani
Quando se ne avvicina uno non può pensare ad altro che a salvarsi la vita,
ti si nasconde dietro e trema, e tu t’imbarazzi da morire
I cani stanno a Ciro come la criptonite a Supermen
anche se non hai mai avuto paura dei cani
quando frequenti un po’ Ciro inizi a temerli inevitabilmente anche tu...
se ha paura lui
è certo che un motivo c’è
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